L’affascinante Santuario di Santa Maria della Sorresca

Sulle rive del Lago di Paola sorge un luogo di preghiera riservato e sereno, la chiesa di Santa Maria della Sorresca. Una piccola chiesetta all’interno della quale è esposta la statua lignea di una Madonna con Bambino. Luogo caro ai sanfeliciani, oggi è conosciuto anche all’estero ed attrae pellegrini e turisti, che raggiungono il santuario per pregare e ammirare la bellezza del posto.

Chiesa di Santa Maria della Sorresca

Avvolto dal mistero e dalla natura, il santuario della Sorresca ha una storia intricata e affascinante. Sorge sulle rive del lago di Paola sui resti di una villa romana del I secolo, all’inizio del braccio dell’Annunziata, dove la terra forma una piccola penisola. Da anni è un importante luogo di culto e pellegrinaggio per i sanfeliciani; oggi grazie al crescente turismo, la sua fama ha oltrepassato il confine, attirando turisti e pellegrini anche dall’estero.

Risale all’inizio del VI secolo, anche se una ristrutturazione degli anni 60 ha lasciato ben poco della struttura originale. All’interno della chiesa si trova la statua lignea dalle Madonna della Sorresca di autore ignoto, probabilmente risalente al Duecento.

Le origini del monastero

La storia del monastero di Santa Maria della Sorresca è molto articolata ed ha inizio già dal VI secolo. Secondo uno dei documenti elencati nel Regesto Sublacense, una raccolta di documenti storici, il patrizio Tertullo donò il luogo a S. Benedetto, tale donazione sarebbe stata confermata nel 594 da Papa S. Gregorio Magno. Sebbene questo documento sia ritenuto un falso storico del XII secolo, un’altra documentazione conferma la presenza dei monaci Benedettini già da prima del X secolo.

Nei “Dialoghi di San Benedetto” si narra che il Santo ordinò a due monaci di costruire un monastero a Terracina. L’attività dei monaci Benedettini sul territorio dell’agro pontino e in particolare nei pressi dei laghi è confermata anche dal nome di uno dei quattro laghi costieri, il Lago dei Monaci, appartenuto proprio a loro.  Il monastero di Santa Maria della Sorresca rimase ai Benedettini fino al XII secolo, quando subentrarono i monaci Basiliani di Grottaferrata che lo concessero in enfiteusi ai Cavalieri Templari, con un canone annuale di 30 soldi.

 I Templari, già presenti sul territorio di San Felice Circeo, sfruttarono il monastero come punto di avvistamento fortificato, grazie alla sua posizione vantaggiosa. Nel 1259 il tenimentum passò nelle mani di Giordano Pironti, cardinale e vice-cancelliere dello Stato Pontificio. Nel 1301 i Caetani acquistarono il monastero e ne mantennero il possesso fino al 1713.

Nel 1718 subentrò la Reverenda Camera Apostolica e solo nel 1798 le sorti del santuario passarono nelle mani della Confraternita di Santa Maria della Sorresca, che ancora oggi si occupa delle celebrazioni e della manutenzione. 

Già meta di pellegrinaggio, durante gli anni delle guerre mondiali erano molti i fedeli che si recavano al santuario per chiedere la fine del conflitto e il ritorno dei propri cari. Negli anni 70 il pellegrinaggio divenne mensile e dal 1985 viene celebrata la Messa ogni domenica.

La leggenda della Madonna della Sorresca

La leggenda narra che un giorno alcuni pescatori sanfeliciani, tirando su le reti, recuperarono una statua in legno raffigurante una Madonna con il Bambino in grembo. I pescatori portarono la statua nella chiesa di San Paolo, alle falde del promontorio.  Il giorno seguente tornarono nella chiesa per venerare la statua, ma non la trovarono. Pensando ai ladri, tornarono a pescare amareggiati, ma scorsero la statua vicino al luogo del ritrovamento, posta sul ramo di un albero. Così capirono che era lì che la Madonna voleva il suo santuario e costruirono una cappella dove, ancora oggi, è conservata la statua. Inizialmente posta su un ceppo di quercia, dopo il restauro del 1993, questo è stato sostituito da un basamento di pietra a forma di tronco d’albero.

Il nome del Santuario della Sorresca: significato e origini

Anche attorno al nome del santuario aleggia un alone di mistero. Secondo alcuni il nome Sorresca deriva dalla dizione alto-medievale Surrectum, cioè canale, proprio perché il santuario sorge sul canale dell’Annunziata. Secondo altri, invece, deriva dalla parola latina Surrexit, risorto, ad indicare la risurrezione della Madonna dalle acque del lago. Per molti anni il lago è stato chiamato lago della Sorresca, oggi lago di Paola o di Sabaudia.

Festa di Santa Maria della Sorresca

Secondo la tradizione erano due le feste, quella semplice e quella solenne. La festa semplice si celebrava il lunedì di Pasquetta, con un processione che partiva dal centro storico di San Felice Circeo, giungeva alla chiesetta di La Cona, per proseguire fino al Santuario, dove si concludeva con la Santa Messa.

La festa solenne si celebra tuttora il lunedì dopo la Pentecoste e inizia alle 5:00 con il suono della campana e lo sparo dei mortaretti. Alle 6:00 la processione parte dalla chiesa di San Felice Martire al centro Storico di San Felice Circeo, per dirigersi di nuovo alla chiesetta di La Cona e al Santuario, dove il vescovo celebra la Santa Messa. Questa festa è molto sentita a San Felice Circeo, i più temerari partono dal centro storico, qualcuno si aggrega al corteo strada facendo e tutti insieme arrivano a Sabaudia intonando canti di lode. 

La festa della Sorresca del 2018 si celebrerà il 21 maggio, ma già dal giorno precedente sono previsti festeggiamenti nel centro storico del Circeo, con la banda, e la celebrazione della Messa. Il programma è già disponibile sito del santuario.

Come e quando visitare il Santuario della Sorresca

Il santuario si trova in via Santa Maria snc  a Sabaudia. Durante il periodo invernale, dal 1 ottobre al 30 aprile, il santuario è aperto il venerdì, il sabato e la domenica dalle 16:00 alle 19:00, mentre durante il periodo estivo, dal 1 maggio al 30 settembre, il santuario è aperto tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:00.

La Santa Messa viene celebrata i festivi e il secondo giovedì del mese alle ore 9:00, mentre la domenica alle ore 16:30 nel periodo invernale e alle 18:00 nel periodo estivo.

Inoltre, è possibile visitare il santuario in qualsiasi giorno, in gruppi di pellegrini, avvisando il Priore almeno tre giorni prima. Per tutte le informazioni è possibile contattare il numero 338-9206578.

 

** Un sentito ringraziamento a Alessandro Ruggeri, per averci fornito il materiale fotografico

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