Il vecchio Carnevale sanfeliciano

Di storie il Circeo ne ha davvero molte da raccontare e una di queste parla proprio del Carnevale. Anche il nostro amato paese, nel suo piccolo, aveva un suo personalissimo Carnevale sanfeliciano, con le sue usanze e le sue maschere.

Carnevale sanfelicianoFoto Ajelen Foto URL Originale: https://www.flickr.com/photos/ajelen/32207542844/in/photostream

La storia del Carnevale sanfeliciano

La tradizione sanfeliciana ricalcava il senso del Carnevale, come fine del periodo delle grandi abbuffate e inizio della Quaresima, della “penitenza”. Lo faceva attraverso un fantoccio che veniva costruito dai ragazzi e veniva chiamato Carnevale. Il fantoccio Carnevale rappresentava un ragazzo che si era rimpinzato di ogni genere di golosità e per questo doveva essere “punito” con il rogo. La particolarità era che il fantoccio Carnevale veniva rappresentato felice e sorridente, perché, nonostante lo aspettasse la morte, lui era soddisfatto della sua vita terrena e il suo stomaco era appagato. Il tutto diventava una recita collettiva, che coinvolgeva l’intero paese, dalla sfilata del fantoccio al rogo.

Il percorso del fantoccio

Il Carnevale sanfeliciano si celebrava il martedì grasso. Tutti i ragazzi del paese si radunavano nel punto di partenza, a “Ciaquea”, e iniziavano a costruire il fantoccio imbottendolo di “sellaroni e pappatana” (erbe selvatiche che crescevano sui margini di quelle strade). Il viso veniva disegnato su uno straccio e sulla testa veniva posto “ju r’nal” o “ju pisciature”, cioè un orinale che veniva raccattato sul sentiero sotto le mura dell’abitato.

Terminata la costruzione, veniva adagiato su una barella di legno, proprio come si faceva una volta con i morti, e aveva inizio la marcia funebre  dalle “Scalelle”. I ragazzi al seguito fingevano di lamentarsi e recitavano una filastrocca.

Carnual girunte girunte,
a Pasqua facìme ju cunte.
Carnual, mije buen,
te sì maqnat tutta la ciaccia mia,
e mò sì muerte.
Povero Carnual mie…

Il corteo funebre faceva il giro del Paese fino ad arrivare nella piazza principale, dove si aspettava il rintocco della campana, che suonava a morto per dare inizio alla Quaresima. A questo punto si accendeva il fuoco per bruciare il fantoccio, tra risate, lamenti e applausi.

Il Carnevale sanfeliciano oggi

Questa vecchia tradizione è stata rispolverata da qualche anno, seppure con alcune piccole variazioni, grazie al Circolo anziani del Centro Storico presieduto da Zelinda Capponi. Anche quest’anno il Carnevale sanfeliciano andrà in scena tra i vicoli del Centro Storico, l’11 febbraio dalle 14:30, un appuntamento da non perdere per tenere vive  le tradizioni e il ricordo di questa festa.

Potrebbe interessarti anche

Condividi