Lo zafferano del Circeo

Una coltivazione preziosa, quella della famiglia Tombolillo che, dal 2009, coltiva con passione lo Zafferano del Circeo.

Lo zafferano è un fiore originario dell’Asia, che grazie alle condizioni climatiche favorevoli ha trovato il suo ambiente ideale in Italia.

Lo zafferano del Circeo

Lo zafferano del promontorio

I coniugi Tombolillo, incuriositi dalle innumerevoli proprietà della pianta, si recarono in Abruzzo per acquistare i bulbi e iniziare una piccola coltivazione nella campagna del Circeo. Incoraggiati dai primi risultati positivi, dati dalla grande adattabilità della pianta, dedicarono sempre più spazio alla piantagione.

Oggi, la coltivazione della famiglia Tombolillo produce annualmente circa 200 grammi di zafferano, essiccando gli stimmi in modo naturale, senza alcun tipo di trattamento.
La qualità e la genuinità del prodotto è data dai metodi di coltivazione, rigorosamente biologici, e dall’accurata selezione.

Metodi di produzione

Lo zafferano del promontorio viene prodotto senza l’impiego di prodotti chimici. I bulbi vengono prelevati a giugno, puliti e messi a dimora in un nuovo terreno precedentemente fertilizzato, con metodi rigorosamente naturali.

Le prime foglie spuntano a fine settembre, e a metà ottobre inizia la raccolta. Dai fiori vengono prelevati gli stimmi, come tutti gli altri passaggi, anche questo viene fatto a mano.

A questo punti i filamenti rossi vengono messi in degli essiccatoi e successivamente confezionati.

Andiamo a vedere qualche curiosità su questa pregiata pianta aromatica.

Zafferano origini e leggende

Il suo nome persiano “sahafaran” vuol dire giallo, infatti, dagli stigmi del fiore si ottiene una polvere gialla, considerata una delle spezie più costose del mondo.

Le  sue origini sono antichissime, viene citato già nella Bibbia, dove viene descritto come una pregiata pianta aromatica.
Anche gli egizi lo rappresentano nel papiro di Ebers, mentre per i greci le sue origini sono contese da ben due leggende mitologiche; la prima leggenda parla di Croco e del suo amore per la ninfa Smilace, un amore non condiviso dagli Dei, che trasformarono Croco nel bellissimo fiore violetto. La seconda leggenda narra che Mercurio dopo aver colpito per sbaglio Croco, tinse con il sangue gli stimmi della preziosa pianta, in memoria dell’amico.
Nell’antica Roma veniva impiegato come colorante, per la pittura, per la cosmesi o per tingere gli abiti, mentre per l’impiego dello zafferano in cucina dobbiamo guardare al medioevo, periodo in cui il suo utilizzo, insieme alle altre spezie, era simbolo di grande ricchezza.

Proprio nel medioevo, lo zafferano, arriva in Italia, portato da un monaco inquisitore, Domenico Santucci, e da subito si diffonde in Abruzzo, Sicilia e Sardegna.

Oggi l’Italia produce circa 600 kg all’anno di questa preziosa spezia, ma ne consuma ben 22 tonnellate.

Lo zafferano italiano è considerato uno dei più pregiati. Grazie alle particolari attenzioni prestate durante la raccolta e l’essiccazione, la spezia mantiene tutte le sue proprietà organolettiche.

Zafferano proprietà

Spezia del buonumore o elisir di lunga vita, sono solo due dei “soprannomi” dello zafferano che, grazie alle vitamine e ai nutrienti in esso contenuti, ha proprietà:

  • antiossidanti
  • digestive
  • purificanti
  • antidepressive
  • afrodisiache

Riconoscimenti dello Zafferano del Circeo

Come molti prodotti dell’Agro Pontino, anche lo Zafferano del Circeo è noto per la sua qualità, tanto che è entrato a far parte del Mercato della Terra e del Mare di Terracina, organizzato dall’associazione Slow Food.

Ci sembra il caso di dire che lo Zafferano del Circeo rientra a tutti gli effetti tra i prodotti di Eccellenza Pontini.

 

** Foto di Safa Daneshvar e Liné1

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