Le ciambelle scottolate di Terracina

Le ciambelle scottolate sono dolci tipici del Lazio. Vengono preparate per la colazione di Pasqua e sono croccanti,friabili e non molto dolci, cosa che le rende particolarmente versatili.

Ogni paese ha la sua versione, con delle piccole o grandi variazioni sulla ricetta.

Ciambelle Scottolate
Questo dolce, non dolce, nasce dalla tradizione contadina, come molti altri prodotti tipici delle tradizioni locali, e prevede l’impiego di pochissimi ingredienti:  uova, poco zucchero, farina, olio e, cosa più importante, olio di gomito!
La particolarità di queste ciambelle è la doppia cottura, infatti, vengono prima bollite (da qui scottolate) e poi cotte al forno. Questi passaggi conferiscono al risultato finale la tipica friabilità e croccantezza, nonostante l’assenza di lievito.

In realtà, ricette simili le troviamo in tutta Italia, ma ciò che caratterizza le ciambelle scottolate ciociare sono le dimensioni, sono molto più grandi dei taralli pugliesi, l’aroma, oppure il nome.

Ne esistono anche in versione salata, come le ciambelle a zampa di Monterotondo, che vengono aromatizzate con l’anice.

Le ciambelle scottolate di Terracina

Anche Terracina ha una sua versione più o meno ufficiale delle ciambelle in questione. Più o meno ufficiale, perché quando si parla di vecchie ricette regionali, tramandate oralmente, spesso si trovano versioni differenti da paese a paese, o addirittura da famiglia a famiglia.

Quelle terracinesi sono molto semplici e non richiedono l’impiego di aromi (secondo le nostre fonti). Si distinguono dalle ciambelle scottolate di Priverno, o di Cori, per forma, dimensioni, aroma e per il nome, che attraverso i vari dialetti cambia enormemente.

Se qualcuno volesse cimentarsi nella preparazione di questi dolci, di seguito trovate la ricetta.

INGREDIENTI (per 10 ciambelle grandi)

600 g di farina 

5 uova

5 cucchiai di zucchero

5 cucchiai di zucchero

qualche ricetta prevede anche l’impiego di mezzo cucchiaino di bicarbonato, lascio a voi  la scelta

PROCEDIMENTO

Disporre a fontana la farina e lo zucchero (se volete utilizzarlo, anche il bicarbonato), al centro aggiungere le uova e l’olio, e impastare insieme gli ingredienti. Il segreto di una buona riuscita sta proprio in questa fase. L’impasto deve essere lavorato a lungo finché non risulta liscio e elastico. 

A questo punto lasciar riposare in frigo per un’ora e poi formare delle ciambelle grandi e immergerle in acqua bollente finché non salgono a galla. Una volta lessate, lasciarle su un panno qualche minuto e praticare dei tagli per dare la tipica forma con le punte. Adagiarle su una placca, ricoperta di carta da forno e cuocerle a 180°, finché non saranno dorate.

 Glassa sì, glassa no

Prima di scrivere questo articolo abbiamo fatto delle ricerche, chiedendo direttamente ai terracinesi, e si è aperta una lunga discussione. Chi ci diceva che la versione ufficiale di Terracina è quella con la glassa, chi ci diceva che “no, quelle sono le ciambelle sciroppate di Frosinone”, qualcun altro, pacifico e sazio, le accetta entrambe e le mangia mentre noi discutiamo.

Ecco a noi sembra che  l’ultima sia la soluzione ottimale, per cui chi vuole può glassarle con zucchero a velo e limone.

Insomma, ci viene da dire: “Glassate o no, purché se ne mangino!”

 
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